Materiali per descrivere l’alunno con i codici ICF-CY

Cosa sono i codici ICF-CY

I codici ICF-CY sono un grande aiuto per la programmazione degli alunni. Forniscono un framework comune per la descrizione delle loro caratteristiche che permette il confronto tra i dati dei diversi soggetti che si occupano di loro, evitando tutte le difficoltà di interpretazione che possono esistere nel trasferimento delle informazioni tra un’istituzione e l’altra. Si favorisce anche confronto dei progressi degli alunni nel tempo e sono quindi da non sottovalutare, se si vuole poter stabilire quali siano i possibili percorsi che meglio favoriscono i loro apprendimenti e la loro integrazione, superando gli ostacoli e favorendo le potenzialità di ognuno.

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Perché l’ICF-CY

L’ICF è un linguaggio fatto di codici strutturati in 4 componenti (strutture corporee, funzioni corporee, attività e partecipazione, fattori ambientali) che serve a descrivere l’alunno, nei suoi aspetti personali, nelle sue attività e nella sua interazione con l’ambiente. Si tratta quindi di un linguaggio che consente una descrizione completa dell’alunno, che parte dal funzionamento e non dalla disabilità, che considera quest’ultima come l’interazione tra fattori personali ed ambientali e non solo come dipendente dai primi.

L’ICF considera l’individuo nella sua interezza

L’ICF guarda sia al funzionamento che alla disabilità. L’individuo, infatti, non può essere stigmatizzato per ciò che manca, ma deve essere considerato per ciò che è, ciò che funziona, nella sua interezza, quindi, non solo per delle caratteristiche legate a delle patologie o ad altro. I medici sono interessati all’aspetto clinico della disabilità, ma agli insegnanti servono delle indicazioni sulle strategie da adottare per favorire il loro sviluppo non solo dal punto di vista della disabilità, ma da un punto di vista più globale. Devono insegnare quelle abilità che possano servire per la loro autonomia. Abilità cognitive, ma anche abilità sociali. È ovvio affermare che ogni abilità influenza le altre, che l’individuo è il risultato di un complesso insieme di funzioni che interagiscono tra di loro e che sono collegate alla realtà sociale in cui l’individuo è immerso. Il compito dell’insegnante è quello di favorire quei processi di sviluppo che faciliteranno il suo inserimento nella società, secondo le capacità dell’alunno. Per capire quali siano i punti di forza dell’alunno bisogna conoscere le funzionalità dell’alunno. Un linguaggio standard e unificato come quello dell’ICF, utilizzato sia dagli operatori sociosanitari che dagli insegnanti, va in questa direzione, dopo un lungo periodo di tempo in cui ognuno ha usato un linguaggio proprio, molto distante da quello dell’altra parte.

Funzionalità, punti di forza e performance

Funzionamento e disabilità, quindi, sono le caratteristiche dell’individuo. Se una funzione ha il 20% di menomazione, vuol dire che ha l’80% di funzionalità e, probabilmente, con delle strategie, dei supporti, con gli opportuni facilitatori, quella funzionalità potrebbe consentire alla persona di svolgere un’attività che implica quella funzione in modo soddisfacente per la persona stessa. L’interesse, quindi, è verso i punti di forza. Usare questi punti di forza per aumentare le performance della persona nelle attività che sono di suo interesse e nella partecipazione alla vita sociale e lavorativa. Con l’ICF, quindi, si descrive la persona non solo per fini clinici, per descrivere ciò che non va, ma per trovare delle strategie che favoriscano la sua partecipazione. Si punta sui punti di forza per trovare le strategie, gli strumenti, i facilitatori adatti a poter ottenere delle performance migliori e aumentare le competenze dell’alunno.

Uno strumento utile

È uno strumento adatto, quindi, agli insegnanti e adatto alla collaborazione tra insegnanti ed operatori sociosanitari. È adatto a pianificare gli interventi didattici ed educativi degli alunni in vista delle necessità che si presenteranno nella loro vita futura. Utilizzare un linguaggio comune è un grande vantaggio. L’uso di un codice per ogni funzionalità, inoltre, predispone il linguaggio ad essere utilizzato dal computer attraverso dei programmi che facilitano l’elaborazione e la rappresentazione dei dati osservati, la loro condivisione tra operatori che si occupano degli alunni. Il mondo dell’insegnamento deve quindi andare incontro al mondo della scienza, così come il mondo della scienza deve fornire dei supporti, delle strategie per gli insegnanti. L’utilizzo dell’ICF sembra offrire questa opportunità. Sempre di più il mondo scientifico si sta rivolgendo all’analisi dei dati per prendere le proprie decisioni. Il mondo della scuola non può restarne fuori. Occorre però lavorare per creare degli strumenti adatti alla nostra ricerca di soluzioni adatte all’apprendimento dell’alunno.

In un prossimo post esamineremo come utilizzare i codici per rilevare le competenze dell’alunno e per determinare degli obiettivi da raggiungere per aumentarle.

Checklist da compilare on line

Questa checklist, da compilare online, è stata realizzata nell’ambito del corso per tutor di sostegno tenuto nel 2016 presso l’Ancel Keys di Castelnuovo Cilento. Inserendo i dati di tutti gli alunni, si possono ottenere delle statistiche complessive che potrebbero essere utilizzate per migliorare gli interventi della scuola ai fini dell’inclusione scolastica. Si possono scoprire i punti di forza degli alunni e le difficoltà maggiormente presenti. Si possono evidenziare i facilitatori e le barriere comuni a più alunni, per decidere come intervenire per utilizzare gli stessi facilitatori per gli altri alunni o rimuovere le barriere. Sarebbe utile realizzare un software per raccogliere i dati sui singoli alunni in diversi momenti e in diversi contesti, per aver modo di analizzare le competenze degli alunni in modo più oggettivo. Questo modulo serve solo da spunto per possibili usi del linguaggio ICF per creare degli strumenti utili alla programmazione per gli alunni con disabilità. Attraverso il confronto tra i codici, tra le funzioni e le potenzialità che emergono nelle attività, possono emergere le competenze degli alunni.

Checklist ICF-CY online
Vai al modulo con la checklist online

D.M. 27/12/2012 sui BES in chiave ICF, sui CTS e CTI

Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica

Il nostro modello di integrazione scolastico è riconosciuto come un riferimento per le politiche di inclusione in Europa. Il decreto vuole dare un nuovo assetto ad alcuni aspetti del sistema dell’inclusività, in una visione che concorda con quella del modello ICF dell’OMS, che considera la persona nella sua interezza, in un’ottica bio-psico-sociale. Attraverso questo modello vengono individuati i Bisogni Educativi Speciali (BES) dell’alunno.

Nel decreto si sottolinea la necessità di potenziare la cultura dell’inclusione per mezzo di “una più stretta interazione tra tutte le componenti della comunità educante. In tale ottica, assumono un valore strategico i Centri Territoriali di Supporto, che rappresentano l’interfaccia tra l’Amministrazione e le scuole e tra le scuole stesse in relazione ai Bisogni educativi Speciali. Essi pertanto integrano le proprie funzioni – come già chiarito dal D.M. 12 luglio 2011 per quanto concerne i disturbi specifici di apprendimento – e collaborano con le altre risorse territoriali nella definizione di una rete di supporto del processo di integrazione, con particolare riferimento, secondo la loro originaria vocazione, al potenziamento del contesto scolastico mediante le nuove tecnologie, ma anche offrendo un ausilio ai docenti secondo un modello cooperativo di intervento”.

Il D.M. 27 dicembre 2012 sui bisogni educativi speciali, individuati nell’ottica dell’IC dell’OMS, sui CTS, i centri territoriali di supporto e i CTI.

BES CTS CTI
il D.M. sui BES e sui CTS-CTI

Creare una checklist ICF con Excel

Nell’ultimo articolo è stato proposto un file Excel con due checklist. La prima con le descrizioni dei codici, la seconda, più sintetica, con i soli titoli.

Questa volta, invece, troverete un file con tutti i codici ICF-CY (privi delle descrizioni, reperibili nel manuale della Erickson oppure sul sito www.reteclassificazioni.it).

Con questo file potrete selezionare solo quelli che vi interessano. I codici, infatti, possono essere selezionati a seconda delle caratteristiche dell’alunno o dell’ambiente che vi sembrano più rilevanti di volta in volta. Chiaramente, per una comparazione delle checklist in periodi diversi di tempo, bisognerebbe adottare sempre la stessa checklist. Lo stesso dovrebbe accadere nel caso si volessero analizzare delle situazioni che riguardano più persone, per finalità statistiche, ad esempio.

Il file da scaricare lo trovate nel seguente collegamento:

Scarica il modello Excel per creare una checklist personalizzata
Scarica il modello Excel per creare una checklist personalizzata

Scarica il modello Excel per creare una checklist personalizzata

Il metodo per selezionare le voci viene illustrato dal seguente video.

Descrizione del procedimento

  1. Occorre mettere una x accanto al codice da selezionare.
  2. Sulla colonna C vedrete apparire la copia del codice
  3. Finita la selezione, andate in alto e cliccate sulla freccina della colonna C
  4. Dall’elenco che comparirà togliete la spunta dalla voce “vuote”
  5. Ora le righe vuote sono scomparse
  6. Selezionate tutte i codici che iniziano per b
  7. Copiateli e incollateli nell’altra scheda del Foglio di Excel con lo schema della checklist
  8. I codici che iniziano per b hanno un solo qualificatore
  9. Sistemate le righe, eliminando quelle in più o aggiungendone altre se i codici che avete scelto sono superiori a quelli previsti dallo schema di esempio
  10. Fate la stessa cosa per i codici che iniziano per d che hanno, però due qualificatori
  11. Aggiungete le righe che mancano copiando quelle dello schema o eliminate quelle in più
  12. Fate la stessa cosa per i codici che iniziano per e

La ‘filosofia’ del linguaggio ICF-CY

I codici ICF per l’inclusione

Il linguaggio ICF-CY, con i suoi codici, può servire a creare degli strumenti di ausilio alle persone con disabilità, a migliorare la qualità della loro vita. Occorre impegno per trasformare i codici in qualcosa di utile, ma, ritengo che possano aiutare a trovare delle soluzioni più facilmente. Occorre riconsiderare la persona in una visione ampia, in relazione con gli altri e con l’ambiente. In questa serie di slides si cerca di delineare in modo sintetico la filosofia che ha portato alla creazione dei codici ICF-CY.

ICF-CY
Clicca sull’immagine per vedere la presentazione sull’ICF-CY

Il progetto ICF del 2011

Il nostro istituto nel 2011 ha realizzato un progetto, proposto dal MIUR, chiamato “Progetto ICF: dal modello ICF dell’OMS alla progettazione dell’inclusione”. Dopo la fase di formazione, è stata realizzata una checklist per individuare con maggiore precisione le potenzialità degli alunni e, quindi, organizzare le attività in modo più adatto alle esigenze e ai talenti di ognuno. Le prime checklist sono state compilate ed utilizzate per programmare la seconda fase del progetto in cui alcuni alunni hanno effettuato degli stage presso delle aziende locali del settore ristorativo e ricettivo.

Immagini dello stage realizzato nell’ambito del progetto ICF svoltosi nel 2011 presso l’Ancel Keys

Cliccare sul link seguente per scaricare delle checklist in formato Excel:

Checklist in formato Excel

Perché utilizzare l’ICF-CY?

Il linguaggio ICF-CY

I codici ICF-CY sono stati individuati per descrivere la salute delle persone con disabilità, attraverso un linguaggio strutturato e universale per pianificare gli interventi della comunità in loro favore.

Le sue finalità

Utilizzare il linguaggio dei codici ICF-CY per descrivere l’interazione tra gli alunni e il contesto: è questa la novità che può essere introdotta nella pianificazione degli interventi didattici. Quali vantaggi può arrecare il suo utilizzo a scuola? La risposta a questa domanda può essere trovata nelle difficoltà che si incontrano nel passaggio delle informazioni, preziosissime, provenienti da varie fonti che, però, spesso, non vengono interpretate nel modo corretto. Col passare del tempo, inoltre, le cose si complicano. Le informazioni si stratificano senza una possibilità di confronto immediata, senza un linguaggio comune, senza un metodo di raccolta dei dati. Tutto questo può portare, spesso, a ripetere osservazioni di condizioni già rilevate in precedenza o a sperimentare metodologie già applicate senza conoscerne l’esito già verificato da altri operatori. Anche le osservazioni fatte da noi stessi non sono facilmente confrontabili con quelle effettuate col passare del tempo. Spesso occorre intervenire tempestivamente nella programmazione di interventi didattici o di altre attività, per cui la disponibilità di dati su cui poter far leva per creare dei percorsi inclusivi è sicuramente un aiuto al nostro contributo.

Partire dalla conoscenza dei dati

Classificare la disabilità solo sulla base delle diagnosi o sul tipo di difficoltà che gli alunni si trovano ad affrontare non consente di ottenere delle informazioni dettagliate e veramente utili riguardo le abilità e la partecipazione degli stessi e non apporta grandi vantaggi alla pianificazione degli interventi didattici.

Strumenti da realizzare con i codici ICF-CY

Abbiamo bisogno, per questo, di un framework (uno schema, un modello) che tenga conto di come i bambini agiscono in un contesto naturale. Un modo per sostenere questi interventi è l’approccio funzionale che dirige l’attenzione sul funzionamento quotidiano dei bambini e sull’influenza dell’ambiente su di esso.

La classificazione ICF-CY può essere utilizzata per fornire informazioni su come si comportano i bambini nelle situazioni di vita quotidiane e può incoraggiare i professionisti a concentrare la loro attenzione sulla partecipazione dei bambini e sull’ambiente.

Realizzare il progetto di vita

I codici ICF e la sua filosofia, quindi, possono essere utilizzati per immaginare e progettare dei percorsi compensativi attraverso i quali poter sostenere le persone con disabilità per migliorarne la qualità della vita.

Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più la consapevolezza della necessità di pensare in anticipo ai bisogni futuri degli alunni, per poter meglio pianificare gli interventi per il loro sostegno. Si tratta quindi di affiancare al PEI il Progetto di vita, in quanto, le persone hanno il diritto di essere sostenute non solo durante l’età evolutiva, ma per tutta la vita.