Consigli per l’insegnamento a bambini con autismo di Temple Grandin

Temple Grandin è probabilmente la persona con autismo più famosa al mondo. Secondo lei Silicon Valley è piena di persone con la Sindrome di Asperger, che non hanno o non vogliono una diagnosi. All’èta di quattro anni Temple non parlava ancora. Il padre pensava che dovessero chiuderla in un ospedale psichiatrico. È stato un inizio molto difficile per chi sarebbe diventata una delle più persone più autorevoli nel campo della cura degli animali e una dei più famosi promotori della consapevelozza sull’autismo.

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Temple Grandin: l’autismo visto da vicino

Temple Grandin racconta alcune delle sue esperienze che possono essere di grande aiuto per comprendere alcune delle implicazioni dell’autismo.

Temple Grandin, autobiografia
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La dott.ssa Paola Visconti ci spiega l’autismo

La dott.ssa Paola Visconti, UOC di Neuropsichiatria infantile, IRCSS presso l’Ospedale Bellaria di Bologna, è una delle maggiori esperte del problema e descrive cos’è l’autismo allo stato attuale in un video tratto dal programma Nautilus di Rai Scuola (la trasmissione è stata pubblicata il 9 giugno 2015).

Vengono spiegate le caratteristiche più importanti e ricorrenti dell’autismo, il motivo dell’aumento delle diagnosi degli ultimi anni e altre informazioni utili.

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Temple Grandin (Ted Talks 2013)

Temple Grandin al Ted Talks parla dell’autismo nel periodo in cui scrisse, nel 2013, “Il cervello autistico”. Dopo averla ascoltata, in un recente post, alla conferenza al Chicago Humanity Festival, in un’ora esatta di discorso, ascoltiamola di nuovo in questa versione più sintetica. I sottotitoli (non sono a cura dello sportello autismo) potete sceglierli in qualsiasi lingua, cliccando sull’icona in basso a destra del video a forma di nuvola dei fumetti.

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Temple Grandin: il cervello autistico (conferenza sottotitolata)

Conferenza di un’ora di Temple Grandin sull’autismo, del periodo in cui aveva appena pubblicato “Il cervello autistico”. Temple è una scenziata con autismo di cui abbiamo parlato spesso in questo blog. Abbiamo anche postato degli spezzoni tratti dal film a lei dedicato. Per chi non la conoscesse, è un esempio per tutte le persone con autismo e non. Ha vinto le sue difficoltà ed è impegnata da anni a diffondere le conoscenze sull’autismo. È la dimostrazione vivente di come possano raggiungere grandi obiettivi se sono motivati a fare cose stimolanti con l’aiuto di un mentore, degli insegnanti, della famiglia, attraverso dei metodi corretti e condivisi. Non tutti – ovviamente – possono raggiungere i livelli di Temple Grandin, ma ognuno può fare grandi progressi in base alle proprie potenzialità. Continue reading “Temple Grandin: il cervello autistico (conferenza sottotitolata)”

Temple Grandin su Tedx: Cos’è l’autismo?

Temple Grandin, diagnosticata come autistica da bambina (non ha iniziato a parlare prima dei quattro anni di età), parla di come funziona la sua mente e condivide la sua capacità di “pensare per immagini” che la aiuta a risolvere problemi che non sempre la mente neurotipica è in grado di cogliere. Temple Grandin sostiene che il mondo ha bisogno delle persone che rientrano nello spettro dei disturbi dell’autismo: pensatori visivi, pensatori schematici, pensatori verbali nonché di tutti quei bambini intelligenti che definiamo “geek”.

Intervista alla madre di Temple Grandin

La madre di Temple

In questa video-intervista (con sottotitoli in italiano), la madre di Temple Grandin, Eustacia Cutler, parla di autismo. Quello che ha detto è molto importante e incoraggiante per le persone con autismo e per le loro famiglie. Lei e sua figlia sono stati un modello per tutte le famiglie con autismo. Affronta molti temi: la plasticità della mente, il pericolo dell’isolamento delle famiglie con bambini autistici, l’importanza di incoraggiare i ragazzi con autismo nelle loro passioni, ecc.

Più invecchio e meno sono autistica

Tutto quello che ha fatto Temple l’ha cambiata e lei dice “più invecchio e meno sono autistica”.
Una volta conoscevamo poco della neurologia dei ragazzi con autismo. Il dr. Bronson la visità quando era piccola e non suggerì di andare in un istituto, ma di prendere lezioni da una logopedista.

Una strana bambina

Temple scrive che il dr. Bronson Crothers, la prima volta che la visitò disse: “Certo è una strana bambina”. Quando, in seguito, Temple cominciò a verbalizzare un po’, Crothers modificò la sua valutazione e disse “È una bambina strana, ma imparerà a parlare”. Il dottor Bronson Crothers, come ha detto la madre, consigliò di andare da una logopedista (la signora Reynolds). La madre assunse anche una tata che faceva costantemente con la sorella e con Temple dei giochi in cui dovevano alternarsi in diversi ruoli. Questi metodi erano simili a quelli degli psicoterapeuti odierni. Si assicurava che in ogni gioco potessimo esercitare la capacità di fare a turno.





Sottotitoli

Traduzione e sottotitoli: G.Gatto

0:0
0:4 Eustacia, è un piacere incontrarla oggi
0:9 è un onore, così tante persone conoscono lei e sua figlia
0:14 lei è un’ispirazione per tante persone
0:18 lei è qui oggi alla Truman State University
0:20 per la conferenza sulla disabilità, sarà uno degli speaker
0:22 come si sente ad essere qui oggi?
0:27 mi sento onorata e spero di sopravvivere
0:36 di cosa parlerà oggi?
0:42 penso che parlerò di come cambiamo
0:44 il cervello è plastico
0:49 Temple oggi ha 66 anni
0:54 ed ho notato incredibili cambiamenti in lei negli ultimi 10 anni
0:58 pensiamo che si cresca solo durante lo sviluppo
1:01 no, cambiamo per tutta la vita
1:06 in parte è dovuto al fatto che è stata intervistata da persone come te
1:09 per dover parlare di come si sente
1:13 per dover fare accordi commerciali per le sue attività nell’allevamento
1:16 tutto ciò l’ha cambiata
1:23 lo scorso natale disse ‘più invecchio e meno autistica divento’
1:30 tua figlia ha avuto la diagnosi di autismo molto presto
1:36 allora l’autismo non era conosciuto come adesso
1:46 si stupisce del fatto che ora è diventato un problema molto conosciuto?
1:49 quello che è interessante è che esisteva da sempre, probabilmente
1:51 non lo riconoscevamo
1:55 lo chiamavamo ritardo mentale, si veniva rinchiusi negli istituti
1:59 non sapevamo quello che ora sappiamo dal punto di vista neurologico
2:04 Temple era molto piccola, non parlava, non giocava a peek-a-boo
2:8 non sorrideva
2:9 non voleva essere toccata
2:12 sapevo che c’era qualcosa di terribilmente sbagliato
2:15 l’ho portata all’Ospedale pediatrico di Boston
2:18 dal dr. Bronson
2:26 l’ha visitata e non l’ha mandata in un istituto
2:31 ha suggerito di farla andare da una logopedista
2:35 raccomandando la sig.ra Reynolds
2:44 mi chiedo se potrei fare oggi quel che feci allora
2:46 Temple aveva due anni quando iniziò con la sig.ra Reynolds
2:52 e solo a 5 anni ha imparato a parlare
2:58 penso che abbia imparato perché ha voluto farlo
3:2 e sappiamo che da allora non ha più smesso
3:11 è stata di ispirazione e ha avuto un ruolo enorme nell’industria dell’allevamento
3:15 e lei disse che iniziò tutto in una piccola fattoria
3:18 che bella domanda
3:22 lei andò ad una scuola per adolescenti con autismo
3:25 era nel New Hampshire ed aveva una fattoria
3:28 a quei tempi era innamorata dei cavalli
3:32 l’adolescenza è molto dura per questi bambini
3:39 Temple ha lavorato duro per imparare a fare le cose
3:50 ad un certo punto tutto cambia, regole, corpo, regole sociali
3:53 cambia tutto
3:56 è difficile per tutti i bambini
3:58 per quelli dello spettro autistico è molto dura
4:00 e scoraggiante
4:03 così lei è andata in questa scuola
4:4 dove c’era una fattoria
4:8 amava i cavalli, come ho detto
4:10 ne era affascinata
4:20 lei ha smesso di studiare, io non pensavo ancora all’Università, non ero andata così avanti
4:22 volevo lasciarla decidere liberamente
4:26 ma ero preoccupata del fatto che non volesse studiare
4:31 il dirigente di quella scuola
4:37 lasciala andare avanti ad interessarsi dei cavalli
4:40 non importa se perde due anni
4:44 quando crescerà, tornerà a studiare
4:47 è accaduto esattamente così
4:54 quando passò l’adolescenza, conobbe il suo amato insegnante di scienze
5:3 non potè continuare fino a quando non crebbe
5:13 ne abbiamo parlato, Temple è stata aiutata dall’aspetto sociale, l’amicizia
5:20 ritiene che sia importante per tutti, per la società in generale?
5:24 assolutamente, sia creature sociali
5:28 dipendiamo l’uno dall’altro per completarci
5:35 vale per i bambini con autismo, ma anche per le famiglie
5:38 perché possono sentirsi isolate con questo problema
5:41 sentono che chi sta intorno non comprende
5:45 e sono disorientate, è comprensibile
5:49 chi non capisce, si allontana
5:52 non lo fanno per offendere,
5:55 ma questo isola le famiglie
5:57 e i bambini
6:2 quello che vedo guardando indietro alla vita di Temple
6:5 è tutta la gente con cui ha stretto amicizia, che l’ha aiutata
6:8 che l’ha guidata, supportata
6:13 e che mi hanno insegnato che dobbiamo imparare insieme
6:18 e… penso abbia funzionato
6:28 per tutte le famiglie che soffrono per aver ricevuto una diagnosi di autismo
6:33 e che non pensano che i loro figli possano diventare ‘normali’
6:37 sicuramente lo avranno detto anche a Temple
6:39 ma guardiamo come è diventata
6:42 mi ha detto, senza telecamere, che lei è una luce di speranza
6:47 si, lo è e dopotutto ‘cos’è normale?’
6:49 normale per cosa?
6:51 dipende da quello che vuoi fare
6:56 è una luce di speranza, ma c’è qualcos’altro che voglio dire
7:00 riguardo alla famiglia
7:3 ha bisogno di aiuto e affetto
7:4 lungo la strada
7:7 non possono farcela da soli
7:9 nessuno può
7:12 e non puoi cercare con Google ‘amicizia’
7:22 parla a tante persone che soffrono per una disabilità
7:26 molti vengono da lontano
7:29 riconosce in loro qualcosa di tua figlia?
7:34 certo, gli stessi problemi che si ripetono all’infinito
7:44 e una delle cose di cui parlerò è il modo in cui rispondono
7:51 io sono quel che penso di essere, ma – in qualche modo – sono anche chi tu pensi che io sia
7:56 anche tu sei chi pensi di essere e chi io penso che tu sia
8:2 noi pensiamo che quello che facciamo sia sociale e conscio
8:5 in realtà molto è neurologico
8:11 e questo è quello che manca ai nostri bambini
8:14 in un modo o nell’altro questo non lo capiscono
8:18 anche quello che facciamo ora non ha a che fare con la realtà fisica
8:22 stiamo solo scambiando idee, storie del passato
8:29 tutti i ragazzi con autismo pensano in modo specifico
8:35 loro pensano in termini di microfono, pavimento, la bella collana che indossi
8:41 non comprendo l’idea di qualcosa
8:44 se dici ad un ragazzo con autismo
8:48 indica la pala, lui la può indicare
8:52 ma se gli dici di indicare la cosa con la quale scavi
8:54 lui si perde
8:54 non riesce ad avere l’idea di qualcosa
9:3 questo è fondamentale
9:5 l’ho visto in Temple da piccola e lo vedo oggi
9:8 si ripete
9:15 nessun dottore ne capisce la causa neurologica
9:21 possono arrivarci oppure no
9:26 ci sono degli elementi che compongono il carattere
9:28 è l’esperienza
9:34 i nostri geni cambiano a causa delle esperienze esterne
9:38 e le esperienze esterne siamo noi
9:44 vuole aggiungere qualcosa?
9:48 grazie cara, no
9:52 ma teniamoci in contatto
9:55 possiamo farlo attraverso la radio
9:58 faccio molte interviste al telefono
10:00 e mi piacerebbe farne un’altra per te
10:02 grazie mille
10:05 grazie, grazie

Temple Grandin: Diversi, ma …

Dal film su Temple Grandin, un episodio molto coinvolgente.

Il bullismo

La vita di Temple Grandin è un grande esempio di come possa essere difficile per una persona con autismo vivere la quotidianità, con gli atti di bullismo, con la derisione dei compagni, la difficoltà nel comprendere le regole implicite nella comunicazione e i conseguenti fraintendimenti. Temple ha anche spiegato che rotolare, girare su se stessi, è un modo per cercare di calmarsi, dopo esser stati esposti a troppi stimoli percettivi o a situazioni che nelle persone con autismo causano stress. È stata presa in giro anche perché parlava troppo veloce o per gli attacchi di panico.

Affrontare le sfide della scuola

Nonostante questo, la madre ha spinto la figlia a frequentare la scuola e questo, nonostante le difficoltà, ha fatto sì che Temple imparasse delle regole che poi le sono servite nella vita. Come ha detto lei stessa: “Si sono aperte delle porte”. In un altro video che abbiamo inserito in un articolo precedente (a questo indirizzo), si vede Temple che prende la parola ad un meeting sull’autismo (nel 1981) e stupisce tutti per quello che è riuscita a fare. Da allora, ha tenuto molte conferenze per spiegare cosa sia l’autismo e quanto sia importante la diagnosi precoce per far emergere tutte quelle abilità che sono presenti in forma di capacità, ma che non avrebbero possibilità di emergere, senza degli interventi educativi adatti. Le persone con autismo vanno spinte a migliorarsi. Hanno la capacità di concentrarsi su un interesse particolare e questo va utilizzato per far emergere delle competenze che possono essere utili a loro e alla società, come hanno dimostrato tante persone come, ad esempio, Temple Grandin.

Il senso di colpa

Un altro tema molto importante affrontato in questa parte del film è il senso di colpa che provano i genitori di fronte alle difficoltà dei figli. Le parole dell’insegnante che incoraggiano la madre sono molto toccanti e fanno capire come sia importante il supporto della comunità per le famiglie che hanno dei bambini con autismo.

Different, not less

Infine, quando l’insegnante parla di differenze, la madre sottolinea con prontezza e fermezza che la figlia è diversa ma non da meno, non inferiore (different, not less). Le persone con autismo hanno un diverso modo di percepire il mondo e i ‘neurotipici’ non riescono ad interpretare alcuni dei comportamenti che hanno, tendendo in questo modo a farsi delle idee sbagliate su di loro, a giudicarle come persone cui manca qualcosa. La maggior parte delle persone autistiche, invece, non ha patologie. Hanno un modo diverso dagli altri di vedere il mondo, sono sensibili a dei dettagli che noi non rileviamo neanche, ma non sono, appunto, inferiori. Chi stabilisce quale sia il modo giusto di vedere il mondo? Le differenze dal punto di vista neurologico sono una possibilità dell’essere umano e, se si ha consapevolezza dell’autismo, possono essere impiegate in modo proficuo in società. Occorre migliorare la capacità che hanno di comunicare con i neurotipici, spiegando loro tutte quelle regole implicite nella comunicazione che per loro non sono comprensibili in modo intuitivo come per noi. Questo serve a loro per integrarsi nella società e a noi per comprenderli meglio. Anche noi dobbiamo comprendere meglio il loro modo di comunicare per creare una società migliore. A questo serve la giornata della consapevolezza sull’autismo: ad avvicinare due modi diversi, nessuno migliore dell’altro, di vedere il mondo.