Consigli per l’insegnamento a bambini con autismo di Temple Grandin

Temple Grandin è probabilmente la persona con autismo più famosa al mondo. Secondo lei Silicon Valley è piena di persone con la Sindrome di Asperger, che non hanno o non vogliono una diagnosi. All’èta di quattro anni Temple non parlava ancora. Il padre pensava che dovessero chiuderla in un ospedale psichiatrico. È stato un inizio molto difficile per chi sarebbe diventata una delle più persone più autorevoli nel campo della cura degli animali e una dei più famosi promotori della consapevelozza sull’autismo.

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Caffè Bistrot Bistrani, lavoro e autismo: un progetto nato a Torino

Il 27 ottobre 2018 è stato aperto un caffè gestito esclusivamente da persone con autismo, il Caffé Bistrani, un progetto che è nato nella città di Torino. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire l’incontro delle persone con autismo con il mondo del lavoro, spesso difficoltoso. Il locale si trova in via Sassari e offre sia il servizio bar, la vineria con annessa tavola calda. Si prevede l’inserimento da 10 a 12 lavoratori che avranno orari di lavoro personalizzati. Si parte con 7 ragazzi che svolgeranno le varie mansioni all’interno del locale, dopo aver frequentato un corso di formazione.

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barbiere taglia capelli a bambino con autismo

Un esempio per superare il disagio di un bambino autistico a farsi tagliare i capelli

Problemi a farsi tagliare i capelli

Un bambino in Canada che non voleva proprio saperne di tagliare i capelli ha trovato un barbiere, Franz Jacob, che ha saputo trovare il modo giusto per metterlo a suo agio. La madre ha definito il barbiere un “eroe del quotidiano”. Questa storia ha fatto il giro dei social network e ha raccolto tantissimi like.



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Libri per la didattica speciale gratuiti dalla Zanichelli

In questa pagina trovate i collegamenti per visualizzare e scaricare (andando in alto con il puntatore del mouse, poco sotto la barra degli indirizzi) 6 ebook che la Zanichelli offre in modo gratuito. L’argomento dei testi riguarda l’educazione speciale. Si affrontano temi molto importanti come la percezione sensoriale, l’attenzione, la memoria, la motricità ecc. Per l’autismo, in particolare, sono molto interessanti i materiali per la comunicazione, il linguaggio e le relazioni sociali.

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Daniela Lucangeli in pillole

Abbiamo già postato altri video della dott.ssa Daniela Lucangeli. Questa volta ne scegliamo alcuni di breve durata tratti dalla sua pagina ufficiale di Facebook. Ottimo il lavoro che sta svolgendo per divulgare le nuove conoscenze sul funzionamento del cervello che interessano direttamente la didattica e, in particolare, le conoscenze sull’influenza sul ruolo delle emozioni nell’apprendimento. Queste conoscenze evidenziano la responsabilità dell’insegnante e come sia importante evitare molti di quei comportamenti che in passato venivano visti come normali e quasi necessari da parte dei docenti. Ascoltiamo attraverso le sue parole questi concetti.

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Strategie di rilassamento per l’autismo: musicoterapia

In questo video vedremo delle strategie per calmare i ragazzi con autismo attraverso la musicoterapia.

Avremo l’occasione, così, di vedere, in cinque minuti, come avviene in pratica l’utilizzo della musica, insieme ad altre strategie, per riuscire ad interagire in modo efficace con una bambina autistica non verbale.

Ryan Judd è il terapista certificato che applica il metodo nel video e dimostra come sia efficace questo metodo per riuscire ad avere una buona interazione e un buon contatto visivo con la bambina. All’inizio si vede che la bambina è agitata, poi con i giusti modi, con una musica rilassante e con la mediazione del gioco delle bolle di sapone, le cose migliorano decisamente. Vi lascio alla visione del filmato, molto esplicativo, con sottotitoli realizzati da Giovanni Gatto.


Segni precoci dell’autismo: riconoscerli già a 6 mesi?

I segnali dell’autismo nei bambini

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È diffusa la consapevolezza dell’importanza delle diagnosi precoci. Intervenire subito per migliorare le abilità sociali di un bambino con autismo aiuta molto a migliorare in questo ambito. Nel primo video, girato dalla madre di un bambino con autismo, vengono mostrati con molta chiarezza alcuni dei tipici segnali del comportamento autistico nei bambini.

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scripting

Cos’è lo scripting per l’autismo?

Ci sono due tipi di scripting: “l’echolalia scripting” e il “social scripting”.

Echolalia scripting

Si tratta della ripetizione, da parte di persone con autismo, di frasi tratte da film oppure da conversazioni ascoltate. Molti sono contrari a questo tipo di comportamento, perché si ritiene, come per lo stimming (movimenti ripetitivi), che sia un modo per la persona di chiudersi nel suo piccolo mondo. In realtà, a detta di molte persone con autismo, l’echolalia scripting è un modo per divertirsi e può anche diventare un mezzo per esprimersi, per avere un’interazione sociale o almeno un coinvolgimento, un modo di manifestare la propria presenza in un momento di socializzazione.

Quando ci si ritrova in famiglia a parlare del più e del meno e un bambino con autismo interviene ripetendo delle frasi che ha imparato a memoria, questo può infastidire i familiari, perché pensano che non stia attento a quello che gli altri dicono. Si tratta, invece, di un modo per cercare di entrare nella conversazione, con qualcosa di divertente.

Ripetere delle frasi da un film o fare delle citazioni da un libro può avere senso per la persona con autismo in quel momento, perché magari non riesce ad esprimere con parole proprie quello che vuole esprimere, oppure è un modo per lui di divertirsi.

Social scripting

Le persone con autismo tendono ad imparare i modi di dire in situazioni sociali, traendo le frasi da film, libri, ecc. Per questo, spesso salutano sempre allo stesso modo. Cercano di imitare quello che ascoltano in varie situazioni, a causa delle loro difficoltà nella socializzazione. Anche se si tratta di frasi ‘ripetute’ non bisogna sottovalutare il fatto che, comunque, la persona con autismo sta cercando di comunicare.

Se per le persone neurotipiche è automatico rispondere ad una domanda come “Ciao, come stai?” dicendo “Bene e tu?” oppure con una forma di risposta equivalente,  per un soggetto con autismo non lo è. Imparare dei modi di rispondere in maniera mnemonica li aiuta a cavarsela in questo compito di socializzazione.

La famiglia cerca di scoraggiare l’imitazione di frasi. Un soggetto con autismo, quando si sente a suo agio con una persona (possono volerci anni), comincia a comportarsi in modo per lui naturale, esprimendosi con il linguaggio non verbale, con lo stimming (movimenti ripetuti), usando l’echolalia scripting per divertirsi insieme. Può anche usare un modo di esprimersi originale. Il modo di esprimersi delle persone autistiche, però, non sempre è conforme a quello che una persona neurotipica si aspetta, perché il loro cervello funziona diversamente.

Occorre decidere se consentire l’uso del social scripting o spingere ad espromersi con forme espressive originali che, però, possono sembrare strane per i neurotipici.

Il social scripting, quindi, è una sorta di copia e incolla di parti di conversazioni già sentite che vengono usate nelle situazioni di socializzazione per poter interagire nel modo che le persone neurotipiche si aspettano. Questo non impedisce alle persone con autismo di utilizzare anche modi più originali di esprimersi, ma lo fanno, di solito, con le persone che conoscono bene, in situazioni informali.

Impedire alle persone con autismo di usare lo scripting, potrebbe togliere loro un’opportunità di socializzare.

Utilizzare lo scripting per fini educativi

Questa loro capacità, inoltre, può essere utilizzata per insegnare loro alcune regole di comportamento sociale nella comunicazione. Si possono creare degli script, appositamente per loro, per imparare a comunicare in certe situazioni, così come si vede nell’esempio nella figura in alto. Col tempo e l’esercizio si può cercare di spingere a fare a meno dello scripting, una volta imparate determinate consuetudini utilizzate nelle conversazioni.


Cos’è la token economy?

Token economy: di cosa si tratta?

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Come comunicare ad un bambino con autismo che ha svolto un’attività in modo corretto oppure che si è comportato bene, in modo da gratificarlo e che comprenda meglio come fare le cose in modo corretto e senza ansia? Se le parole possono confonderlo (e, in genere, troppe indicazioni confondono e irritano qualunque bambino) oppure non lo motiva un semplice incoraggiamento, si può ricorrere alla Token economy.

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